E fissavo il mare...

 
E fissavo il mare, come se nient'altro mi circondasse, nel silenzio di un mercoledì mattina come tanti.
Fissavo il mare e il silenzio fu interrotto improvvisamente da un gruppo di ragazze, che per qualche attimo fece distogliere il mio sguardo dal mare. 
Camminavano rumorosamente verso di me, verso il balcone sul mare in cui ero seduto da un po'. 
Pian piano il chiasso diminuì, mentre le ragazze, come una macchia di colori indefiniti, scendeva giù per il corso, donandomi nuovamente il mio adorato silenzio. 
Il mare era ancora li, immobile, come le sue barche, mentre qualcuno camminava sul piccolo pontile di legno. 
Le palme si muovevano leggermente, e ripensavo, come ogni volta, a quando avevano tagliato tutti gli alberi secolari per piantare le palme, che di mediterraneo non avevano proprio nulla, ma facevano tanto Palm Beach. 
L'aria si era fatta più fresca, e una piccola increspatura ballava leggera sulla superficie dell'acqua. 
Un'auto interruppe nuovamente il silenzio, destandomi da quello stato di quiete, e ricordandomi che dovevo andare via.
E fissavo il mare... E fissavo il mare... Reviewed by Gabriele Del Buono on 4/09/2014 Rating: 5

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