Eliza.


La strada era silenziosa. A parte qualche auto e qualcuno che si recava nel supermercato sotto casa o al bar non c'era nessuno per strada quel pomeriggio.
Non erano ancora le quattro, e era sabato, era ovvio che la città fosse ferma, ma Eliza si stupiva ancora ogni volta di quel maestoso silenzio, si stupiva di come una città così frenetica ogni sabato pomeriggio, prima del caos serale, si fermasse completamente.
Era come scoprire ogni volta una città nuova. Stretta nel suo cappotto di pelle, con i suoi stivali da valchiria, camminava a passo svelto, come andasse incontro a qualcuno, o qualcosa.
Nessuno aspettava Eliza, di certo non quel pomeriggio, e non sapeva neanche lei dove fosse diretta. Il suo passo svelto rallentò, quando, infondo alla via che separava il centro dal mare, vide qualcosa che la sorprese.
Una macchina nera bloccava il passaggio, era ferma li, all'incrocio, come se qualcuno l'avesse parcheggiata e abbandonata li, al centro della strada. Eliza non sapeva perché quel fatto curioso avesse influito sulla sua passeggiata, ma sentì improvvisamente l'irrefrenabile desiderio di tornare indietro, tornare verso casa, lasciare quella strada e dirigersi altrove, lontano.
Per un attimo sperò che non fosse sabato, che non fosse così presto, che la gente non fosse a casa ma in strada e a lavoro come sempre, animando il centro della città.
Una sensazione improvvisa di disagio la colse, non si sentiva più a suo agio, non sapeva perché, ma quel piacevole silenzio non la confortava più.
Arrivata alla fine della strada vide di nuovo la macchina, si era spostata dal lato opposto, bloccandole di nuovo il passaggio.
Anche se sembrava vuota qualcuno era al volante di quell'auto, doveva esserci.
Nessun'altro passava per strada, ma Eliza si sentiva osservata. 
Si avvicinò pian piano all'auto, a piccoli passi, una sagoma nera si stagliava sul sedile del guidatore, ma non si riusciva a vedere chi fosse.
Lo sportello si aprì, e Eliza si avvicinò, si sedette e richiuse lo sportello.
Non sapeva dove stesse andando e con chi, ma sapeva che non sarebbe più tornata a casa.

Testo: Gabriele Del Buono
Photo: Alasdair McLellan
Eliza. Eliza. Reviewed by Gabriele Del Buono on 4/02/2016 Rating: 5

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